Cold days of a suspended blue

These are cold days of a suspended blue, and a static apprehension vibrates within my soul, that was on other occasions so soft and light. If not for this vigorous tree, this silent companion with his gray cortex, which is standing on a riverbank with his prickly branches, I would unluckily be very far from certain clear skies, certain white clouds.

Steely arms raise straight from the cold water and hold me high in the air. Already covered with buds, they can’t wait for the end of winter, they can’t recognise an unfortunate flight. The presumption of young offsprings rarely belongs to me: I know I find myself prisoner among the branches, facing downwards a couple of meters above the ground. The red ribbons that I was used to hovering in the air, are now knot in a tight tangle; my tail, so lively and colorful in the past, has gained the melancholic appearance of a worn rag.

Nonetheless, it’s from here, that I can hear the wind blow, that I can listen to the call of the air. And in these nitid and shining days, inspite of my broken fabric and my tangled end, I concede to myself that I still am, after all, a kite.

aquilone

Fredde giornate di un azzurro sospeso

Sono fredde giornate di un azzurro sospeso e un’inquietudine statica vibra nel mio animo, in altre occasioni così lieve e leggero. Non fosse che per quest’albero vigoroso, questo muto compagno dalla grigia corteccia, ritto sulla sponda d’un fiume coi suoi ispidi rami, sarei purtroppo lontano da certi cieli tersi e certe nuvole candide.

Braccia color dell’acciaio s’innalzano ritte dall’acqua gelida e mi trattengono, alto, nell’aria. Già coperte da gemme, non sanno attendere la fine dell’inverno, non sanno riconoscere un volo mal riuscito. La presunzione dei giovani virgulti difficilmente mi appartiene: so di trovarmi prigioniero tra i rami, rivolto verso il terreno, a pochi metri dal suolo. I nastri vermigli che libravo nella brezza, ora sono stretti in un groviglio nodoso; la mia coda, in passato vivace e variopinta, ha preso l’aspetto malinconico di uno straccio logoro.

Eppure è da quassù che sento soffiare il vento, che vedo volare gli stormi, che ascolto il richiamo dell’aria. E in queste giornate nitide e limpide di luce, al di là della mia stoffa sdrucita e del mio strascico impigliato, ripeto a me stesso che sono ancora, dopo tutto, un aquilone.

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